Cosa succede ai bambini prematuri durante lo sviluppo?


Ecco un nuovo articolo scritto dal professor Inaki Pastor, docente di fisioterapia pediatrica TMPI – Terapia Manuale Pediatrica Integrativa.

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I problemi metabolici prenatali o quelli legati allo stress delle madri hanno spesso gravi conseguenze sullo sviluppo futuro del bambino; il fatto stesso di essere nati ‘prima del tempo’ mette i bambini in una situazione complicata, poiché si ritrovano privi di una maturità sufficiente per rispondere agli stimoli da parte del mondo.
Un esempio?La funzione di  aspirazione-deglutizione non si sviluppa a dovere, per cui c’è bisogno di una sonda nutritiva.

In una revisione del 2019 (Prevost et al, 2019) è stato confermato che la terapia manuale pediatrica è efficace, tra le altre cose, nel trattamento dei bambini prematuri; in altri lavori precedenti è stato inoltre osservato che una stimolazione orofacciale manuale può ridurre significativamente il tempo di utilizzo della sonda.

Sono state osservate differenze significative nel cervello dei bambini prematuri nel corso di vari studi (Yen Loh et al., 2019) e quello più interessante è uno studio longitudinale in cui i risultati sono stati osservati in pretermine all’età di 7 anni. Cosa si è scoperto?

In primis un cervello diverso: lo studio rileva infatti una differenza significativa nelle dimensioni del talamo e dei gangli della base. Mostra anche che la diminuzione delle dimensioni in queste strutture corrisponde a un peggior sviluppo neurologico, in particolare un basso, una evidente difficoltà di lettura e abilità motorie peggiori.

Le domande che sorgono in questo momento sono: potremmo ridurre questo effetto sullo sviluppo del cervello con un’adeguata stimolazione? Le valutazioni sullo sviluppo neurologico come la Alberta Infant Motor Scale non dovrebbero essere sistematicamente applicate a tutti i bambini prematuri?

Con TMPI lo vediamo chiaramente, è necessario stabilire criteri fondamentali per la valutazione dello sviluppo neurologico e programmi di stimolazione per bambini a rischio, tra cui rientrano certamente i nati prematuri ma non solo.

Per questo sarebbe necessario che la fisioterapia pediatrica integrasse la stimolazione vestibolare e tattile, cosa che TMPI ha fatto, ponendola oltretutto come fondamento della terapia: coinvolgere la famiglia rimane fondamentale, ed è solo intervenendo da subito che si vedranno i risultati positivi nel futuro.