Le buone intenzioni che a volte fanno male


Proponiamo di seguito un articolo pubblicato dal Professor Inaki Pastor Pons sul blog di TMPI
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Ci colpisce un passaggio del libro “Move in Freedom” di #EmmiPikler. Il messaggio che offre è fondamentalmente positivo: i bambini devono avere uno spazio per muoversi liberamente e svilupparsi. L’ideale, secondo lei, è rispettare al massimo i loro stadi di sviluppo senza fare passi avanti. Senza forzare le fasi. Chi potrebbe opporsi a un messaggio così ovvio e ragionevole come: “lasciare al bambino la libertà di muoversi”?

In realtà, la libertà non è il problema, al contrario. Il problema ci viene da altro. Qual è la posizione naturale di un neonato? A faccia in su? A faccia in giù? O tra le braccia della madre?

Per lei non c’è dubbio che sia a faccia in su. Pertanto, questa posizione non dovrebbe essere modificata poiché il bambino non è pronto a girarsi se non intorno ai 6 mesi. Senza dubbio la posizione supina nel sonno previene la morte in bambini che probabilmente hanno difficoltà neurologiche. Ma ha altri svantaggi. Maggiore, ad esempio, è il rischio di appiattimento della testa che è infatti in aumentato in modo allarmante.

Concordiamo sul fatto che è vero che non dovremmo forzare i bambini prima del tempo in cui raggiungono d da soli certi obiettivi: circa 7 mesi per sedersi e circa 9 per alzarsi.
Ma sarà necessario aiutare e stimolare i bambini con più difficoltà.